La Preparazione
Chi C'Era
Per il gruppo ADIQ (Mauro Sormani, Marco Peruffo, Vittorio Casiraghi);
Gerardo Corigliano (per lui cè stato il battesimo con ramponi e piccozza sulle
fredde e compatte nevi della Majella e i primi rudimenti sulla progressione e discesa su
neve dura a varie pendenze);
Gianfranco Poccia (new entry, competenza e capacità da vendere);
Pierpaolo De Feo (anche per lui il battesimo con ramponi e piccozza
naturalmente in
cima al Corno Grande); Aldo Maldonato (condizione e determinazione già a ottimi livelli).
Ecco Come E'Andata
Domenica 16.01.2005
Il tempo è pessimo, nuvolosità intensa e persistente fino al piano, nevica a tratti e
vento molto forte in quota. Mentre cerchiamo di dare unocchiata alle condizioni
della Majella (M. Amaro) sono costretto ad uscire di strada per evitare una BMW che di
fronte a me scodinzola senza controllo sullasfalto scivoloso. Ripristinata la
normalità, dopo 2 ore di andirivieni, si decide di mettere gli sci alla base degli
impianti di risalita di Campo di Giove (1064 m.). Risaliamo con le pelli lungo le piste
deserte fino al Guado di Coccia (1652 m.) e lungo gli impianti da tempo dismessi fino
allaltopiano della Tavola Rotonda (2350 m.) e quindi alla stazione meteo
climatologica (2403 m. circa). Nonostante le avverse condizioni meteo e il gelido vento
che ci accoglie sulla sommità, Mauro copre gli oltre 1300 m. di dislivello in 1 ora e
20. Dopo "solo" 20 di ritardo il gruppo si ricompatta e si prepara
velocemente alla discesa. Alla partenza la neve è scarsa, dura e levigata dal vento poi
man mano si perde quota sempre più fresca e con accumuli. La fitta nebbia ostacola non
poco lorientamento che risulta però facilitato dai piloni degli impianti dismessi.
Raggiunte le piste, la coltre soffice e bianca raggiunge i 20 cm. A parte qualche sasso di
fondo il divertimento è assicurato fino al parcheggio di partenza.
Lunedì 17.01.2005
![]() |
![]() |
![]() |
Giornata limpida dal monte al piano. Alle 6,30 a.m. siamo già tutti attivi e poco prima delle 7,00 si parte con le auto da Roccaraso alla volta di Fonte Cerreto (1120 m.). Dopo oltre 1 ora e 30 di viaggio in auto siamo alla base del versante sud del Gran Sasso. Prendiamo la funivia che in un solo balzo ci porterà ai 2130 m. dellalbergo di Campo Imperatore. Lassù ci accoglie un vento gelido "abruzzese". Il tempo di serrare per bene tutti "i boccaporti" e ci si incammina sullerto pendio posto sul retro dellOsservatorio Astronomico.
Proprio a metà pendio si abbandona il sentiero per il rif. Duca degli Abruzzi e calzati i ramponi si intraprende una lunga traversata verso destra fino a guadagnare la Sella di M. Aquila (2335 m.), luogo ideale per il controllo glicemico e per fare il punto della situazione. Si prosegue per facili dossi nevosi fino alla Sella di Corno Grande (2420 m.).
Il pendio si fa più erto e ripido. In prossimità del "Sassone" e della successiva crestina orizzontale (2550 m.), Marco si lega con Pierpaolo, subito dietro Gianfranco (il padrone di casa) e Aldo(anch'egli grande conoscitore del Gran Sasso) con gli sci sopra lo zaino. Seguono Vittorio, anchegli con gli sci e la cordata di Mauro e Salvatore. Seguiamo salendo il lato sinistro del canale (Direttissima sud), poi percorriamo un canalino obliquo a destra per una quarantina di m. (45°) .
Il pendio si allarga e si fa più agevole e subito si è in vetta al Corno Grande (2912 m.). La giornata è magnifica. Dopo il controllo glicemico e il meritato spuntino, ci ripromettiamo di ritornare su questa stupenda montagna per assaporare nuovi momenti di genuina soddisfazione.
La discesa si svolge lungo la via di salita, mentre su indicazione di Gianfranco, Aldo e Vittorio scendono con gli sci il Canalone Bissolati (40°), posto subito a destra (faccia a valle) della Direttissima.
Dopo una partenza accorta per saggiare le condizioni della neve, in un baleno "battezziamo" i 400 m. ancora vergini del couloir. Il fondo è duro e ben assestato e sopra 30 cm. di neve farinosa a tratti più o meno umida. Ma è proprio alluscita del canalone che ci accorgiamo della condizione da sogno del pendio sottostante. In superficie la neve brilla e mentre gli sci sprofondano nello zucchero puro in un attimo tutto il pendio fino al piano viene consumato. Poco importa se si dovrà mettere le pelli per riguadagnare la Sella di Corno Grande e incontrare i compagni scesi dalla Direttissima.
La discesa prosegue traversando alla volta di Campo Imperatore sfruttando pendii con neve dura e sempre abbastanza ripidi. Dopo una sosta a Campo Imperatore per ritemprare forze e spirito concludiamo la nostra discesa percorrendo la sinuosa valle con sbocco su Fonte Cerreto. Dieci minuti a piedi fino al parcheggio della funivia valgono sicuramente questi 1850 m.di dislivello di entusiasmante discesa.
Come apertura di stagione non c'è male!
![]() |
![]() |
![]() |
Martedì 18.01.05
![]() |
![]() |
Permane il tempo bello e stabile e il clima freddo. Uscita
propedeutica con Gerardo per testare ramponi piccozza e primo approccio su pendio innevato
ripido in salita e discesa. Viste le ottime condizioni meteo, anche per oggi il programma
prevede una gita con gli sci d'alpinismo. Sono le 10,00 quando si parte e calcolando che
nel primo pomeriggio dobbiamo essere di ritorno in albergo per la conclusione del Master
Plan dobbiamo necessariamente scegliere una gita a portata di mano. Mentre l'auto prende
la direzione di Castel di Sangro si discute sul da farsi. Puntiamo ai Monti della Meta.
Aldo conosce un itinerario che fa al caso nostro. Lasciamo l'auto in piazza a Civitella
Alfedena (1121 m.). Usciamo dal paese con gli sci in spalla e dopo qualche minuto su
sentiero innevato mettiamo gli sci. Mentre saliamo il ripido costone cosparso di cespugli
di rosa canina si delinea alle nostre spalle il Lago di Barrea.
Prima di entrare in un fitto e bel bosco di faggi Marco ha già preso il volo. Nel bosco
è facile perdere la traccia perciò si sale dove è più agevole. La neve varia da fresca
e soffice a crostosa dove arriva il sole. Fuori dal bosco si guadagna un vallone dove dal
bordo di una forra si può stimare l'altezza della neve (oltre 1 metro e mezzo a circa
1700 m.).
Il ripido pendio che segue conduce ad una sella dove soffia un vento freddo e fastidioso.
Velocemente ci abbassiamo fino ad una depressione dove una bella cresta ci porta fino in
cima. La Camosciara 2130 m. Una cinquantina di metri più in basso un camoscio ci tiene
d'occhio mentre ancora più sotto c'è il bel rifugio di Forca Rasuni (1931 m.) e verso
sud si staglia il lungo e articolato crestone del M. Petroso.
Dopo le foto si scende. Si parte con un ripido e continuo pendio dove la neve è dura e un
pò ventata e poi si attraversa per guadagnare la sella percorsa in salita. La discesa
sarà caratterizzata da neve molto variabile e sempre alla ricerca del pendio migliore ma
conclusa in tempo utile per partecipare all'incontro programmato.
![]() |
![]() |
Mercoledi 19.01.05
La nevicata notturna e il deciso cambiamento del meteo verso il brutto tempo ci consiglia
di rientrare a casa. Sono stati giorni molto vissuti sotto ogni aspetto. Crediamo che
questo incontro prolungato in Abruzzo sia risultato più che mai necessario e sia servito
a tutti i partecipanti per imparare a condividere dei momenti intensi insieme al di là
del diabete e della diabetologia e gettare quindi le basi per amalgamare il gruppo in
prospettiva di ISLET 2005.